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29/01/2016

Come fare manutenzione all'impianto fotovoltaico?

Gli impianti fotovoltaici hanno costi di gestione molto bassi perché non hanno bisogno di lunghi e complicati interventi di manutenzione. Nonostante questo, hanno comunque bisogno di essere periodicamente controllati per verificare che tutto funzioni in modo corretto. Alcune operazioni potrai farle tu stesso. Per altre invece avrai bisogno dell’assistenza tecnica da parte di ditte specializzate che richiedono cifre davvero irrisorie. Vediamo insieme quali sono.

Il controllo visivo dei moduli fotovoltaici

Il primo consiglio che vogliamo darti è quello di controllare periodicamente lo stato dei tuoi pannelli solari per verificare che non abbiano subito dei danni. Un solo pannello rotto, infatti, potrebbe compromettere il rendimento di tutto l’impianto. Ricorda che i pannelli sono molto resistenti ed è veramente raro che possano rompersi, ma un controllo ogni tanto non fa mai male. Inoltre, durante questo controllo potrai renderti conto se i moduli sono coperti da foglie o altra sporcizia. La presenza di cospicui strati di polvere, fogliame e deiezioni di uccelli offuscano le celle solari e impediscono ai pannelli di raggiungere la loro massima efficienza produttiva. Spesso questi rifiuti vengono lavati via dalla pioggia o spostati dal vento. Quando si accumulano però gli agenti atmosferici possono non essere sufficienti e si rende necessaria una pulizia manuale dei moduli.  

Manutenzione dell’impianto fotovoltaico: controllo efficienza e guasti

Gli interventi di manutenzione non vanno d’accordo con il fai da te! Devi affidarti a dei tecnici specializzati. Spesso la ditta installatrice offre anche un servizio di controllo e manutenzione, a fronte di un piccolo canone annuo. Noi di Soladria, oltre al montaggio dell’impianto, ci occupiamo anche di questo aspetto. Il nostro obiettivo è di assicurarci che il tuo impianto sia sempre perfettamente funzionante, per questo ci prendiamo cura di te anche dopo l’installazione. Durante la verifica funzionale, i nostri tecnici controllano l’inverter, la connessione dei cavi, gli interruttori e tutta la parte elettrica dell’impianto. Inoltre si accertano che l’impianto abbia prodotto la quantità di energia prevista e stendono un rapporto di produzione, in cui raccolgono i dati di immissione e autoconsumo. Soladria non ti abbandona mai: in questo modo avrai la situazione sempre sotto controllo ed eviterai spiacevoli imprevisti.  

Il monitoraggio da remoto 

Quello che non puoi notare tramite il controllo visivo, puoi rilevarlo grazie al monitoraggio da remoto! Per assicurarsi che l’impianto sia in buone condizioni, è necessario accertarsi che questo stia effettivamente lavorando come ci si aspetta. Come? Con tutta probabilità, nel momento in cui ti è stato installato l’impianto, ti sarà stata indicata la possibilità di monitorarlo tramite app e computer e avere così delle indicazioni molto utili sul suo stato e funzionamento. Ad esempio, puoi avere dei dati in tempo reale sulla quantità di energia prodotta e consumata, o ancora sulla quantità di energia conservata nelle batterie di accumulo. In particolare, puoi controllare la quota di autoconsumo, ossia il rapporto fra energia prodotta e consumata. Se questo rapporto è basso, siamo davanti a uno dei segnali di malfunzionamento dell’impianto più evidenti: stiamo infatti consumando più di quanto produciamo. È però possibile correre ai ripari: l’ottimizzazione dell’autoconsumo energetico può essere perseguita, per esempio, integrando delle batterie per accumulo.  

Interventi di manutenzione: ordinari o straordinari

Oltre al controllo visivo e al monitoraggio, per assicurarsi che l’impianto funzioni sempre in modo corretto e non ci siano malfunzionamenti è necessario ricorrere a degli specifici interventi di manutenzione, che possono essere ordinari o straordinari. Pur non essendo obbligatorio per gli impianti con potenza minore di 11,08 kW, un intervento periodico è sempre consigliabile: una mancata manutenzione ci impedisce infatti di individuare tempestivamente eventuali malfunzionamenti e trovare una soluzione prima che il problema all’impianto diventi davvero serio e più dispendioso da risolvere. Il discorso cambia se parliamo di impianti con potenza superiore a 11,08 kw, per i quali intervengono degli obblighi di legge: secondo la delibera 786/2016 dell’Autorità per l’Energia Elettrica, infatti, in questo caso è obbligatorio effettuare il controllo dei sistemi di interfaccia tra inverter e rete connessi. Vediamo ora più nello specifico le differenze fra interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.  

Interventi di manutenzione ordinaria: ogni quanto?

Gli interventi ordinari sono quelli che riguardano il controllo:
  • delle bulloneria di ancoraggio
  • dei cavi
  • delle scatole di funzione
  • e dell’integrità dei vetri.
Rientrano nella categoria degli interventi ordinari, inoltre, le prove di funzionamento degli interruttori di protezione. Ogni quanto fare la manutenzione ordinaria? Come per i lavori di pulizia, la frequenza consigliata è annuale.

Interventi di manutenzione straordinaria

Si parla di manutenzione straordinaria per riferirsi a tutti gli interventi che prevedono la sostituzione di almeno uno dei componenti principali dell’impianto e gli eventuali lavori effettuati per ammodernare o modificare l’impianto, ad esempio per aumentarne la potenza, aggiungere delle batterie per accumulo o per riposizionare i moduli. Nel caso in cui gli interventi siano tali da modificare l’impianto in maniera sostanziosa, è necessario procedere con la comunicazione dei lavori al GSE.

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